Il rapporto tra realtà e fotografia – prospettiva e distanza


Per molti secoli nell’arte figurativa occidentale il significato dell’ immagine è stato l’elemento più importante a discapito della prospettiva, il cui studio è stato trascurato fino al Quattrocento quando è divenuto parte integrante delle tecniche espressive degli artisti.

 La scelta della prospettiva
In fotografia la prospettiva è in un certo senso ineliminabile.

L’obiettivo, funzionando esattamente come l’occhio umano, riporta sulla pellicola le stesse aberrazioni prospettiche che percepiamo con la normale visione oculare, con l’ulteriore differenza di non disporre dell’opera interpretativa del cervello.

La resa della prospettiva è quindi un elemento importante dell’inquadratura, perché scelte diverse portano a significati diversi.

Proporre in una fotografia una visione di scorcio, in cui lunghe linee si incontrano all’orizzonte, accentua un senso dinamico che è invece negato dalla visione frontale, che produce immagini più statiche, schiacciate, come a impedire allo sguardo di poter avanzare.

Il punto di ripresa
La diversa prospettiva non è pertanto data solo dall’obiettivo, che ha comunque il suo ruolo, ma anche dalla scelta di disporre gli oggetti e le linee compositive in un determinato modo.

prospettiva

Con lo stesso obiettivo e con lo stesso soggetto basta variare il punto di ripresa per dare maggiore o minore respiro, accentuare o eliminare il senso di profondità prospettica; anche in questo caso tutto dipende dall’intento comunicativo e dallo scopo che si vuole ottenere.

In questo rapporto con la realtà del soggetto sta tutta la grandezza di un fotografo.

Modificando il proprio punto di vista il fotografo può scegliere quale aspetto del soggetto evidenziare, può preferire un tipo di lettura rispetto a un’altra, può determinare il significato di un’immagine e interpretare il proprio ruolo rispetto al soggetto fotografato.

LA GIUSTA DISTANZA
L’inquadratura per sua natura obbliga a un taglio di una porzione di spazio che verrà poi rappresentato su un supporto specifico, sia esso la carta fotografica o lo schermo di un visualizzatore.

Scegliere cosa fotografare
La selezione fa sì che vengano scelti alcuni particolari intorno al Soggetto principale e ne vengano esclusi altri. Sarebbe un grave errore di metodo considerare questa scelta come neutra.

L’esclusione o l’ inclusione di determinati aspetti indirizza la lettura dell’osservatore: la foto di una nave da crociera potrebbe dare l’idea di lusso, viaggio e vacanza, ma se la ripresa comprendesse anche il porto con gru e argani allora l’impressione sarebbe diversa e l’osservatore interpreterebbe l’immagine in modo sicuramente diverso.

Ogni scelta determina quindi il risultato della foto ed è necessario essere consci delle varie tecniche per indirizzare la mente dell’osservatore.

Scegliere nel reportage
Nel caso della fotografia di reportage quest’arma in mano al fotografo è decisiva e occorre una certa deontologia professionale per non agire in modo da deviare l’osservatore mediante scelte che falsino la realtà dei fatti.

Anche nella scelta del soggetto e dell’ inquadratura il fotografo di reportage dovrà ricorrere a una interpretazione della scena che gli consenta una lettura il più possibile vicina alla realtà .

Basti considerare come scegliere il tipo d i ripresa durante una manifestazione d i piazza sia a dir poco determinante: se si inquadrasse solo il palco e magari un gruppo di poche persone isolate si darebbe l’idea di una scarsa partecipazione; mostrando una grande folla di persone l’osservatore avrà l’impressione opposta. ..

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