Il reportage come metodo di narrazione – The reportage as a method of narration



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Ecco giunti ad un argomento che credo interessi a molti fotografi, “Il reportage.”

Un consiglio che mi sento di dare a tutti è di non soffermarsi alla singola foto, anche se può raccontare molto e ispirare diverse sensazioni, ma pensate quante cose riuscireste a dire con una sequenza di scatti che raccontano un viaggio, la vita di una persona, un evento nella vostra città o altro.

Quando decidiamo  di fare un viaggio cerchiamo di non cadenzare il nostro tempo in modo sistematico, organizzando le previste tappe per visitare luoghi o monumenti e quindi scattare delle fotografie che sono solo l’immagine di quei luoghi.

Il vostro viaggio non sarà facilmente ripetibile, prendiamoci tutto il tempo che ci serve per osservare e raccontare i dettagli del nostro viaggio, durante la nostra visita sicuramente è interessante fotografare il monumento principale,  per esempio,  il Colosseo per la città di Roma, ma potrebbero esserci delle sfumature che ci sfuggono come le controfigure nei pressi del Colosseo che hanno un impatto anacronistico con l’ambiente circostante, e unire quello scatto ad un filo conduttore che racconta il vostro viaggio.

reportageOra dovremmo scostarci molto dall’immagine che abbiamo di noi stessi come fotografi legati a delle regole. Non dobbiamo cercare lo scatto più bello, l’immagine che vorreste sul vostro Desktop del Pc o dello smartphone.



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La vostra deve diventare una foto narrativa, immaginate di parlare con gli occhi. Pensate che dovete esprimervi con le immagini per raccontare una storia.

Alla fine di questo articolo vi dirò come provare a farlo…

Ora vi chiedo che differenza c’è tra una cartolina di una foto di un monumento e il vostro scatto fotografico a quel monumento? La prima è una foto sterile che non racconta niente solo una foto documentaristica, quella che invece andrete a fare voi deve raccontare che voi eravate lì, che avete colto quell’immagine in quel momento perchè vi ha suscitato un interesse o un sentimento, magari c’era una manifestazione o un evento che volevate contestualizzare nel luogo dove vi trovavate.

Henri Cartier-Bresson l’artista “del carpe diem”, coglieva i suoi attimi decisivi perchè portava con se sempre la sua Leica a telemetro. la ricerca dell’immagine narrativa è fatta di attesa dell’attimo  giusto.

 L’attimo decisivo è il momento prima del quale e dopo il quale la fotografia non ha più significato. Come una bicicletta che non passerà più nello stesso modo davanti i vostri occhi.

reportage

Tornando a ciò che vi ho detto all’inizio dell’articolo, provate a raccontare la giornata tipo di chi vive con voi.

  • utilizzate una sola focale quella che vi permette di avere una visuale più ampia come un grandangolo;
  • non utilizzate il flash;
  • non pensate se la foto è venuta bene o meno;
  • cercate di scegliere luci naturali ;
  • inizialmente  il vostro soggetto potrà non essere a proprio agio, parlate del vostro esercizio il giorno prima con lui/lei  seguitelo in ogni momento della giornata;
  • non vi soffermate alle regole basi della fotografia cercate di uscire dagli schemi; se gli spazi non lo permettono scattate lo stesso, forse il quel caso è meglio un dettaglio.
  • il giorno dopo riprendete le foto e scegliete quindici momenti che raccontino la giornata del vostro soggetto, un amico, un compagno/a, la famiglia.

Se trovate interessante questo tipo di esercizio scrivetemi, potremo vedere insieme i vostri risultati.


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