La percezione della realtà – composizione e inquadratura


l’essere umano percepisce la realtà come un flusso costante di eventi, di fatti, di sensazioni che accadono in un determinato spazio visibile; in questo continuo divenire è spesso difficile isolare una parte, come si fa con i ricordi quando riaffiorano alla mente.

Il mondo non è fatto di immagini ma di un fluire di stati e così viene vissuto e percepito: il fotografo coglie un attimo nel movimento, un’azione che produce un’immagine fissa dotata di un suo significato autonomo.

Nell ‘immagine fotografica vengono quindi a crearsi due piani: da una parte quello del significante, cioè la cosa rappresentata, dall’altra il significato, che è il senso contenuto nell’immagine che può andare al di là della semplice rappresentazione del soggetto.

La mediazione della realtà
Si potrebbe dire che il fotografo funge da mediatore tra il mondo come flusso di eventi e l’immagine registrata e fruibile che se ne può ottenere.

Per operare questa mediazione ha bisogno di codificare questo flusso visivo in una forma bidimensionale propria dell ‘immagine fotografica o filmica, all ‘ interno quindi di un formato geometrico, e di tradurlo in una struttura intelligibile.

La realtà viene quindi trasformata, filtrata, mediata in modo che la sua rappresentazione, attraverso l’immagine, sia portatrice di significato.

Codificare la realtà
Questo processo di codifica comporta la scelta di una porzione di spazio visibile effettuata mediante l’inquadratura.

In ogni arte esiste ilprocesso della composizione: in pittura è il metodo con cui l’artista dispone gli oggetti, prima mentalmente e poi sulla tela, in modo da creare degli accostamenti interessanti sia esteticamente che per il significato che esprimono.

 Gli studi di Kandinskij
A questo proposito sono molto interessanti gli studi di Kandinskij, pittore russo capostipite dell’Astrattismo, che ha cercato di delineare con risultati molto significativi i valori emozionali di certi elementi base della pittura come le linee e i colori.

 

realtà Vassily_Kandinsky,_1923_-_Composition_8,_huile_sur_toile,_140_cm_x_201_cm,_Musée_Guggenheim,_New_York

Egli ha dimostrato che una linea che va dall’alto a destra lino all ‘angolo opposto genera nell’osservatore una percezione diversa da una diagonale che taglia il quadro nell’altro senso.

Questo fenomeno è determinato da diversi fattori, tra i quali il metodo di lettura occidentale che prevede l’inizio della lettura sia di un testo che di un’opera d’arte partendo dall’angolo in alto a sinistra.

Kandinskij, a partire dall’osservazione della realtà e delle opere dei pittori suoi predecessori, capì che alcune composizioni creano un forte dinamismo sia visivo che mentale, mentre altre risultano in un equilibrio quasi statico.

Composizione e inquadratura
Al di là del risultato estetico, non esiste quadro, scultura o fotografia che non abbia una propria struttura; spesso, però, nel processo di creazione di un’immagine questo aspetto viene ritenuto secondario, ottenendo risultati, nella migliore delle ipotesi, un po’ casuali.

La prima cosa da capire è dunque l’importanza della composizione nel le opere d’arte, siano esse quadri, affreschi, sculture, ma anche le grondi installazioni della Land Art.

In fotografia lo composizione si esplicita soprattutto, ma non solo, nell’inquadratura.

Poiché in molti casi il fotografo non ha modo di modificare la disposizione degli elementi che si trova di fronte, l’unica cosa che può variare è il proprio punto di vista.

LA COMPOSIZIONE IN FOTOGRAFIA

Parlando d i inquadratura occorre sottolineare quanto questa fase preliminare della fotografia, come del video, richieda una particolare attenzione: è necessaria una notevole duttilità ma anche un certo rigore, nonché la consapevolezza dei limiti dati dalla situazione in cui ci si viene a trovare.

Nella scelta dell’inquadratura infatti il fotografo deve confrontarsi con gli elementi che si trova di fronte, alcuni modificabili, altri solo in piccola parte.

Il corredo fotografico

Innanzitutto deve tenere presente le caratteristiche tecniche del proprio corredo fotografico: come è impossibile fotografare tutta piazza San Pietro usando un obiettivo normale, allo stesso modo sarà difficile enfatizzare il senso di profondità utilizzando un teleobiettivo.

L’inquadratura, cioè la porzione di spazio ritagliata dall’immagine, è determinata in buona parte dall’obiettivo, che va quindi scelto proprio in base alla porzione di realtà che si vuoi includere nonché al senso prospettico che si vuole dare. ·

 

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