La sensibilità della pellicola


La sensibilità della pellicola. Tornando all’esempio del rubinetto, non sarà sfuggito che esiste anche un altro fattore importante nella valutazione dell’esposizione: il volume del bicchiere.

È diverso riempire un bicchiere piccolo o una caraffa.

Il volume del bicchiere è paragonabile alla sensibilità del materiale fotosensibile, sia esso pellicola o sensore CCD.

l granuli in commercio esistono diversi tipi di pellicole che sono caratterizzate da una diversa concentrazione di cristalli d’alogenuro d’argento nell’emulsione.

Le pellicole a sensibilità maggiore, dette rapide, hanno granuli più grossi, in modo che siano impressionate più facilmente dalla luce; le pellicole a sensibilità più bassa sono invece costituite da granuli molto più piccoli.

In fase di stampa la presenza di granuli più grossi comporterà la comparsa di quella che in gergo viene chiamata “grana”.

Si tratta di un effetto che mostra a livello più macroscopico la struttura fisica della pellicola.

L’emulsione

Non è solo la dimensione dei granuli ad incidere sul l’aspetto della fotografia, ma anche lo spessore dello strato di emulsione: più è sottile più aumenta il potere di risoluzione cioè la capacità della pellicola di rendere nitidamente l’immagine.

La scala ISO

Esistono delle scale usate dalle case produttrici per indicare la sensibilità della pellicola; per anni hanno convissuto termini e scale diverse che rendevano piuttosto complessa la comparazione tra pellicole di diversa provenienza.

Attualmente si è diffuso in tutto il mondo l’utilizzo della scala ISO (lnternational Standard Association), cioè un sistema uniformato, che si basa sulla combinazione degli ASA (American Standard Association) con il DIN (la vecchia scala logaritmica).

Ad esempio una pellicola può essere a 100/21°  ISO dove il primo termina corrisponde ai “vecchi” ASA e il secondo ai DIN.

 

sensibilità Pellicola

 

Nel sistema ISO il raddoppio del valore numerico indica un raddoppio della sensibilità. Si passa quindi per esempio da 50 a 100 a 200 e così via.

La velocità della pellicola

La velocità della pellicola, detta anche rapidità, indica la sensibilità di una pellicola fotografica alla luce.

Uno scatto con pellicola a bassa sensibilità richiede (a parità di tutti gli altri parametri), un tempo di esposizione maggiore; si parla perciò di pellicola lenta.

Viceversa, una pellicola ad alta sensibilità, che richiede tempi di esposizione più brevi, si dice pellicola veloce. l valori di ISO più comuni sono 25/ 15°, 50/ 18°, 100/ 21°, 200/24°, 400/27°, 800/ 30°, 1600/33°, e 3200/ 36°.

I fotoamatori e i fotografi semiprofessionisti utilizzano principalmente pellicole fra i 100/21° e gli 800/30.

Le pellicole lente.

Le pellicole lente sono quelle con valori ISO fino a 64, presentano grani di alogenuri d’argento straordinariamente piccoli e l’emulsione è stesa molto sottilmente.

Sono utili nella resa di piccolissimi particolari, proprio perché la minuta dimensione dei sali d’argento riproduce in maniera molto precisa le forme, oppure quando si prevede di ingrandire di tanto l’immagine in fase di stampa.

Le pellicole lente richiedono un’esposizione piuttosto lunga.

In studio possono essere usate più facilmente, grazie alla possibilità di utilizzare luci e cavalletto.

In esterno sarà possibile usarle con un diaframma aperto o mediamente aperto tipo 1/8 (se abbiamo molta luminosità).

Le pellicole medie.

Per valori di sensibilità tra i 100 e i 200 ISO si parla di pellicole medie, piuttosto versatili e adatte a molte situazioni.

Rappresentano un buon compromesso tra la sensibilità e la grana, mantengono infatti un buon potere di risoluzione grazie alla dimensione contenuta degli alogenuri.

Le pellicole medie hanno inoltre il vantaggio di consentire una “latitudine di posa” maggiore, cioè la possibilità di scattare in condizioni esposimetriche più difficili.

In pratica sono più “elastiche” garantendo qualche margine di errore in più rispetto alle pellicole lente in presenza di valori di luminosità più estremi.

Le pellicole rapide

Tra i 400 e i 1000 ISO le pellicole vengono definite rapide: la grana diventa evidente con l’ingrandimento di più di otto volte del negativo, ma hanno il vantaggio di “lavorare” anche in condizioni di luminosità medio-bassa; sono utili anche nel caso si vogliano usare tempi molto rapidi per congelare i movimenti, proprio perché grazie alla loro alta sensibilità riescono a essere sufficientemente esposte anche con uno scatto veloce.

Le pellicole ultra rapide.

Sopra il 600 ISO si parla di pellicole ultra rapide, indispensabili qualora si operi in condizioni di scarsa luminosità. la grana sarà molto più evidente in fase di stampa, anche se per alcuni questo potrebbe rappresentare un valore espressivo. In alcuni casi invece saranno utili come “soluzione d’emergenza” per risolvere situazioni impreviste, come l’assenza di luce o il malfunzionamento del flash.


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