La sensibilità nel digitale – “Sovra” e “Sotto” esposizione – Esposimetro


Le macchine digitali non presentano il problema di cambiare la pellicola per avere una diversa sensibilità: la variazione avviene in automatico o in manuale attraverso un menu di scelta presente tra le impostazioni della fotocamera.

Il guadagno.
Il meccanismo di produzione di un’ immagine digitale avviene infatti attraverso un’amplificazione del segnale elettrico prodotto dal sensore digitale.

È possibile quindi variare il “guadagno elettronico” che indica la capacità del circuito di incrementare l’ampiezza o la potenza del segnale del sensore.

Sensibilità nel digitale

Questa operazione consente di variare l’effetto dell’esposizione e corrisponde in un certo senso alla taratura della sensibilità della pellicola.

Abbassare o aumentare questo segnale equivarrà a usare pellicole lente o più rapide.

Questo. guadagno non è direttamente proporzionale alla sensibilità del sensore: il calcolo è più complicato.

Su una fotocamera digitale, comunque, impostare una sensibilità ISO e l’esposizione di conseguenza, sia automaticamente che manualmente con l’aiuto di un esposimetro, farà risultare una foto correttamente bilanciata allo stesso modo che nelle fotocamere a pellicola.

Le sensibilità ISO digitali sono correlate ai valori convenzionali delle sensibilità della pellicola.

Il rumore elettronico
Per la natura stessa di questo processo si intuisce che più si amplificherà il segnale, più verrà prodotto rumore elettronico.

Quindi volendo paragonare il digitale agli effetti della grana della pellicola dovuti all’aumento della sensibilità, si potrà dire che questa ha il suo corrispettivo nel rumore elettronico.

sensibilità nel digitale

 

In campo fotografico si definisce come un errore nell’interpretazione del colore di alcuni pixel del fotogramma.

A livello visivo infatti si presenta come una variazione cromatica innaturale di alcuni pixel soprattutto nelle zone scure o sottoesposte dell’immagine.

In una zona nera infatti il valore di luce della cella dovrebbe essere 0, ma si può alzare a causa del rumore elettronico e pertanto registrerà un colore.

Un’altra causa del rumore elettronico è il calore del sensore, che si scalda durante pose molto lunghe e può creare effetti indesiderati.

Se si lasciasse ad esempio in una stanza buia una macchina fotografica digitale in ripresa con un tempo di posa di alcuni minuti si vedrebbero nel file dei pixel luminosi.

Questi non sarebbero determinati dalla luce reale, ma dal calore che il sensore ha sviluppato durante l’esposizione, che viene registrato come fonte di energia luminosa.

Per eliminare il problema del rumore elettronico le case produttrici di macchine fotografiche digitali hanno sviluppato dei software che funzionano da filtro, uniformando i valori troppo bassi e troppo alti.

SOVRA E SOTTO ESPOSIZIONE
quando una pellicola riceve una quantità di luce non adatta, sia superiore che inferiore a quella richiesta, l’immagine che ne risulta sarà compromessa.

l’esposizione è quindi fondamentale, al pari della scelta del soggetto, dell’inquadratura e delle componenti cromatiche o grafiche.

Un’immagine infatti potrebbe presentare una perfetta inquadratura, ma essere del tutto inefficace a causa di un’esposizione non corretta.

Già dal negativo è possibile rendersi conto della qualità dell’esposizione del materiale fotosensibile.

Se un negativo appare troppo chiaro, trasparente, senza zone nere, si desume già che il negativo sia sottoesposto: ricevendo troppa poca luce gli alogenuri non si sono trasformati in argento nero.

In questo caso in fase di stampa avremo le parti scure dell’immagine illeggibili, tra un grigio scuro e un nero la differenza sarà minima o inesistente, mentre le zone chiare saranno poco luminose.

Al contrario se il negativo è troppo scuro, denso, significa che la pellicola è stata sovraesposta, in questo caso le alte luci saranno difficilmente leggibili, “bruciate” e i grigi e i neri saranno molto deboli. l’immagine sarà caratterizzata da un contrasto molto basso. le pellicole a colori sovresposte avranno colori poco saturi, come sbiaditi.

Intervenire in postproduzione.
Come rimedio a posteriori si può sovrasviluppare un negativo che è stato sottoesposto in fase di ripresa, e con il digitale si può intervenire in postproduzione, ma se l’errore di esposizione è stato eccessivo e la pellicola o il sensore non hanno registrato alcune informazioni che facevano parte dell’immagine, queste saranno comunque difficilmente recuperabili.

Per fare un paragone potremmo dire che se una scritta è stata fatta con una penna scarica di inchiostro ma è rimasta almeno una traccia è possibile ricavare la traccia scritta, se la penna invece non lascia nessun segno sarà del tutto impossibile recuperare le informazioni perse.

Da questo punto di vista né la camera oscura né Photoshop possono fare l’impossibile per sopperire a un’esposizione sbagliata.

sensibilità

Bilanciare l’esposizione.
Una situazione molto frequente è quella di una scena dove sia difficile bilanciare l’esposizione tra le zone luminose e quelle scure dell’immagine.

Se si esporrà in modo che le zone luminose non siano bruciate, probabilmente le parti in ombra risulteranno troppo scure e senza dettaglio. la soluzione è quella o di operare una scelta o di mediare al momento della ripresa e intervenire poi in fase di stampa. In camera oscura è possibile infatti “mascherare”, cioè schermare, la luce proiettata dall’ingranditore attraverso il negativo sul foglio di carta sensibile.

Facendo così si riescono a schiarire e a rendere leggibili le zone del negativo troppo trasparenti che produrrebbero un’area molto scura.

Viceversa è possibile convogliare più luce in zone del fotogramma sovraesposte, quindi più scure sul negativo, per far uscire dal bianco dettagli e forme.

Queste tecniche di stampa manuale dei negativi sono comunque assai complesse e richiedono molta pratica e abilità.

Oggi sono state sostituite ampiamente dalla elaborazione digitale dell’immagine che opera comunque sugli stessi criteri di base.

 

Modificare lo sviluppo di una Pellicola.
Per finire si può fare anche un uso “personalizzato” della pellicola amplificando la resa di un’emulsione attraverso i due parametri esposizione sviluppo.

Una pellicola che viene esposta seguendo le indicazioni del produttore in genere riceve un trattamento standard e si dice che si è esposta secondo l’indice nominale o “nominalmente”, ma una 400 ISO può essere utilizzata, e in gergo fotografico si direbbe “tirata”, come se avesse una sensibilità di 800.

Di conseguenza bisognerà modificarne lo sviluppo ed essendo stata sottoesposta (ha ricevuto la metà della luce) dovrà essere sovrasviluppata.

 

Effetti sull’immagine.
Queste variazioni comportano degli effetti sull’immagine finale che si discostano dalla resa dell’uso standard della pellicola: la sottoesposizione compensata con l’ incremento di sviluppo aumenta il contrasto.

La procedura inversa, sovraesposizione accompagnata da sottosviluppo, genera una riduzione del contrasto e nel caso di diapositive a colori produce desaturazione con l’insorgenza di grigio.

Queste tecniche vengono comunque spesso utilizzate dai professionisti per produrre degli effetti espressivi o per potenziare la resa di una pellicola in particolari condizioni di illuminazione.

Con il digitale si sono trovati altri sistemi per bilanciare e restituire la diversa gamma di intensità luminose di una scena con procedimenti molto sofisticati come I’HDR di cui si tratterà successivamente.

L’ESPOSIMETRO

Per valutare la corretta esposizione non sempre l’occhio umano è sufficiente e le indicazioni riportate dalle case produttrici di pellicole si riferiscono a condizioni troppo standard per essere davvero usate nelle normali situazioni di ripresa.

Occorre quindi utilizzare l’esposimetro, uno strumento in grado di misurare la reale intensità della luce e consentire quindi al fotografo di effettuare una scelta corretta della coppia tempo/ diaframma.

L’esposimetro trasforma l’impulso luminoso che riceve, catturato da una cellula fotosensibile, in un segnale elettrico che può essere misurato mediante una scala graduata.

La lettura viene fornita attraverso la posizione di un ago mobile o con la visualizzazione del valore in led luminosi.

I diversi indici di sotto o sovraesposizione passeranno per il valore corretto che si raggiungerà solo con la scelta giusta dei parametri visti in precedenza: sensibilità ISO, tempo di esposizione e apertura del diaframma.

Sensibilità

 

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