Leggere e interpretare il soggetto


Se l’inquadratura è il primo passo per una buona fotografia, non meno decisiva è la capacità di leggere ed interpretare il soggetto che si è deciso di fotografare o di riprendere in un video.

Troppo spesso infatti ci si appresta a fotografare senza soffermarsi troppo ad osservare, accontentandosi di una prima e superficiale visione.

Sarebbe invece necessario porre attenzione un punto di vista legato specificamente alle tecniche proprie della fotografia, così come in ogni altra attività.

Un orafo per esempio considera un anello innanzitutto per la qualità del materiale usato e per la manifattura; un architetto guarda un edificio valutandone la struttura e le proporzioni, cosa che un semplice passante spesso può non notare.

Come ogni altro esperto il fotografo dovrà imparare a riconoscere negli oggetti o nelle situazioni che si trova di fronte gli elementi che emergeranno grazie ai mezzi che egli userà.

In più potrà applicarsi a conoscere a fondo i soggetti che fotografa, così come un giornalista si prepara a un’intervista importante studiando la biografia del personaggio con cui si troverà a parlare in modo da far poi emergere in maniera più incisiva e interessante gli avvenimenti più salienti della sua storia.

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FORMA E COLORE DEL SOGGETTO

Le caratteristiche da considerare in un soggetto fotografico sono solo quelle visibili e riproducibili con l’uso della luce.

È utile ricordare questo aspetto perché per un principiante a volte risulta difficile da capire e tutt’altro che scontato.

Per esempio se si fotografasse un oggetto o una persona carichi di significato personale ed emotivo potrebbe succedere che questo contenuto “sentimentale” e psicologico non fosse percepibile nella fotografia.

In questi casi bisogna chiedersi prima di scattare quali siano gli elementi che saranno realmente visibili nell’ immagine finale e in quale modo, con che proporzioni, con quale tono cromatico e luce; questo per non restare delusi quando, riguardando l’immagine stampata non si ritrovi nulla delle emozioni di cui l’avvenimento, la cosa o la persona erano stati caricati.

Dal punto di vista fotografico un oggetto ha in fatti fondamentalmente quattro caratteristiche: forma superficie, colore e movimento.

Forma, contorno, profilo

Molto frequentemente la forma di un oggetto passa in secondo piano, a meno che non sia particolarmente bizzarra; eppure è un dato fondamentale che il cervello registra.

Il concetto di forma in molte correnti filosofiche indica la realtà ultima della cosa, la sua vera sostanza.

Anche nella percezione del fotografo la forma ha un ruolo determinante: essa infatti influisce in maniera decisiva sull’atto dell’inquadrare.

Nella composizione infatti ci si occupa in primo luogo delle forme dei soggetti da fotografare e solo in secondo tempo si prendono in considerazione altri elementi come i colori o le linee di forza.

Forme particolari

le forme molto particolari sono efficaci in fotografia perché possono risultare interessanti di per sé, anche se possono essere difficili da comporre con il resto dell’immagine proprio per il notevole “peso” che tendono ad assumere.

Nel caso ci si trovi di fronte a un oggetto dalla forma insolita è meglio lasciare che sia l’unico soggetto dell’inquadratura eliminando gli eventuali elementi secondari.

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Con le forme più semplici, riconducibili a rettangoli , quadrati o cerchi, sono possibili varie combinazioni, l’essenziale è che si tenga conto di un equilibrio generale della composizione.

Luce e forma

Anche l’uso della luce è fondamentale per esaltare le forme degli oggetti: non bisogna dimenticare che la realtà è tridimensionale, mentre lo fotografia e il video registrano soltanto due dimensioni.

Quindi i corpi e i volumi possono essere enfatizzati da una luce di taglio che ne sottolinei le forme.

Le luci frontali e dure tendono ad appiattire il soggetto, non facendone percepire le tre dimensioni.

Naturalmente le caratteristiche di un soggetto da sole non sono sufficienti a determinare il tipo di approccio del fotografo e la luce da preferire: è sempre possibile fotografare una statua del Canova con una luce dura e frontale, purché si sia consapevoli del fatto che così facendo si appiattirà la scultura e non si renderà giustizia alla sua morbidezza e sinuosità.

Il fotografo può però optare per questa soluzione se la ritiene più adatta alle proprie esigenze espressive.

L’apoteosi massima della forma si ottiene esaltando il soggetto con l’uso dello luce, o di più luci, stagliandolo su uno sfondo neutro: in questo modo la percezione non è disturbata da nessun elemento secondario e questo risultato è spesso raggiungibile solo in uno studio fotografico con la giusta attrezzatura.

Particolari condizioni di luce naturale possono contribuire a isolare ed esaltare o appiattire le forme: le giornate nebbiose o velate fanno sì che i contorni e le ombre appaiano più sfumati mentre con una luce solare più intensa e direzionata saranno meglio definiti i volumi grazie alle ombre profonde e scure.

Il controluce

Una condizione particolarmente espressiva anche se di non facile utilizzo, è il contro luce.

Provenendo dalla parte opposta del punto di ripresa può esaltare il contorno di un soggetto e abbinato ad altre fonti di illuminazione farne percepire la tridimensionalità.

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Utilizzando solo un’illuminazione controluce è necessario controllare con cura l’esposizione: se si espone per le parti buie si otterrà una sovraesposizione delle alte luci; molto meglio quindi esasperare l’effetto e avere un soggetto rappresentato come una silhouette completamente nera con lo luce che proviene alle sue spalle.

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