Profondità di campo e diaframma


La profondità di campo è la distanza che si ha con un oggetto quando la sua immagine ha una nitidezza accettabile.

Immaginiamo di avere un piano con tante linee che distinguono più piani posti a distanze differenti se su questo piano avremo linee sfocate e linee nitide, noi potremo dire di avere una buona profondità di campo guardando le linee nitide.

La percezione di nitidezza sui diversi piani della scena dipende da svariati parametri.

Il primo tra questi è l’apertura del diaframma, più il diaframma è chiuso e più si avrà profondità di campo quindi quando i valori saranno crescenti da 11 – 16 – 22 – 32- ecc.

Questo è dovuto al meccanismo di riproduzione di un’immagine attraverso Circolo di confusione con diaframma più chiuso un dispositivo ottico.

profondità di campo

Più il loro attraverso cui passa la luce è piccolo più i raggi che formano l’immagine saranno concentrati e nitidi. Il diaframma influisce quindi in modo determinante in questa scelta. Aprire il diaframma significa far entrare molta più luce all’interno della fotocamera ma anche inevitabilmente avere un solo piano di messa a fuoco con uno sfondo sfocato; in questo caso si dice che si ha poca profondità di campo.

Chiudere il diaframma equivale a ridurre il diametro del foro che consentirà di avere una maggiore nitidezza.

Riducendo la larghezza del cono di proiezione, un diaframma più chiuso garantisce maggiore profondità di campo.

Distanza di visione: esiste una distanza di visione che andrebbe rispettata. Per convenzione, tale distanza equivale alla diagonale del formato della stampa. Per esempio una stampa 20X25 dovrebbe essere guardata da circa 32 cm, una 50X70 circa 86 cm.

Un altro parametro per determinare la profondità  di campo è la distanza di messa a fuoco, più vicino è l’oggetto che stiamo fotografando minore è la profondità di campo, quindi più sfocato.

Deve essere considerata anche la lunghezza focale cioè la distanza che si ha tra la lente dell’obiettivo e la pellicola, nel caso di digitale, il sensore.

Infine anche la qualità dell’obiettivo è un parametro dal valutare per poter avere un’ottima profondità di campo.

profondità

Ovviamente ogni scelta è influenzata dal tipo di obiettivo montato.

I grandangoli hanno una elevata profondità di campo e già a diaframmi mediamente chiusi (ad esempio 1/8 o 1/11) hanno una buona nitidezza su tutto il campo ripreso.

Gli obiettivi normali diminuiscono leggermente queste capacità tenendo in ogni caso una buona profondità di campo a 1/11 o 1/16.

I teleobiettivi limitano moltissimo la loro riproduzione della nitidezza, soprattutto quando il soggetto si trovo vicino alla minima distanza di messa a fuoco.

Il diaframma e la profondità di campo.

Sono infinite le possibilità di ripresa in cui la scelta di una minore o maggiore profondità di campo può cambiare il senso dell’immagine.

Spesso su molte reflex c’è un tasto specifico per misurare la profondità di campo, questo permetterà di far comprendere come la chiusura e l’apertura di diaframma influenzerà la nostra fotografia.

Infine si ricorda che con una presenza eccessiva di cerchi di confusione (sfocato) avremo un contrasto leggermente più basso, quindi dei colori meno forti e un nero più debole questo potrà essere regolato durate la post produzione ma ci potrebbe essere il rischio che la fotografia appaia poco reale.

E’ meglio inizialmente approfondire la profondità di campo nella sua nitidezza per poi esercitarci sullo  “sfocato”.

Comments