Il Soggetto principale e il suo contesto


Una volta scelto il soggetto principale, deciso dove posizionarlo nel fotogramma e da che punto di vista riprenderlo, bisogna analizzare i rapporti tra i piani dell’immagine e l’intervento di elementi secondari.

Inserire o no un elemento secondario?

Un elemento secondario può essere determinante per contestualizzare la scena: ad esempio, se fotografando un uomo che è stato colpito e si trova a terra si includono nell’inquadratura delle persone che lottano, questo sarà un elemento utile a comprendere meglio la situazione ma al lo stesso tempo influenzerà il tono dell’immagine.

Nella fotografia descrittiva, come nel reportage, si potrebbero scegliere entrambi gli approcci: riprendere la suddetta scena con il secondo piano sarebbe utile dal punto di vista narrativo, ma se si volesse invece mettere in evidenza la condizione desolata dell’uomo solo lasciato a terra allora il contesto non servirebbe e potrebbe essere eliminato dall’inquadratura oppure sfocato con lo sfondo.

Se l’elemento di contorno risulta essere invece di disturbo perché viene a rompere le linee compositive o presenta delle caratteristiche (di forma, di colore, di luce) che attirerebbero troppo l’attenzione dell’osservatore, allora sarebbe meglio che rosse escluso dall’inquadratura.

Questo è possibile fondamentalmente in due modi: cambiando il punto di vista sul soggetto, oppure riducendo la profondità di campo grazie all’apertura massima del diaframma, che consente di sfocare tutto ciò che sta su un piano diverso da quello di messa a fuoco dove si trova il soggetto principale.

Il primo piano come quinta
I diversi piani possono anche interagire tra loro; in alcuni casi il primo piano può fungere da quinta, indirizzando lo sguardo verso ciò che è situato dietro ma che costituisce il soggetto principale della fotografia.

Anche qui è possibile enfatizzare questo effetto grazie a una riduzione della profondità di campo, mettendo a fuoco solo il secondo piano.

Toni e colori
Nella fotografia e nel video non bisogna poi dimenticare il ruolo dei colori o dei toni dell’immagine.

I colori possono essere catalizzatori dello sguardo: zone molto scure tendono a “bucare” l’immagine e devono essere distribuite con cura.

Il contrasto tra zone chiare e scure andrebbe quindi bilanciato dosando la loro quantità e posizione.

Si può anche sperimentare delle possibilità espressive più estreme, come un soggetto piccolo e molto chiaro su uno sfondo scuro (o viceversa) .

Inquadrare il movimento
Molto spesso un buon soggetto viene compromesso da una cattiva inquadratura: occorre quindi fare molta attenzione durante questo fase preliminare allo scotto.

soggetto

Nel caso si riprendono situazioni in movimento, la composizione potrebbe risultare di difficile definizione: non sempre infatti è possibile prevedere con adeguato anticipo la posizione che assumeranno gli elementi dello scena.

Sarà allora necessario avere una prima idea di base dell’inquadratura che si vuole ottenere e mantenersi pronti o scattare non appena si raggiungono quelle condizioni, o un momento ritenuto comunque soddisfacente.

Lo velocità e la prontezza sono in questi casi caratteristiche imprescindibili del buon fotografo.

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