Tamburi la befana con il Wind Day


“Ai sensi del Piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’aria del quartiere Tamburi (TA) per gli inquinanti benzapirene e PM10, approvato con DGR n.1944 del 2/10/2012, e dei connessi adempimenti previsti a carico delle Aziende interessate, si comunica che in data 5 gennaio 2017 è previsto un WIND DAY”.

Questo è quanto riportato sul sito del Agenzia Regionale per la prevenzione e la protezione dell’Ambiente della Puglia. (ARPA). Il Wind Day tradotto «giorno di vento» fa riferimento ad eventi meteorologici nei quali la velocità del vento supera determinati limiti e prende particolari direzioni. In occasione dei Wind Days a Taranto il vento  provienente dal settore NORD – OVEST soffia dall’area industriale dove si trova il siderurgico ILVA disperdendo in alcuni quartieri della città, come i Tamburi, polveri inquinanti di origine industriale, in particolare PM10  e il benzapirene

perchè si fa il wind day

La dispersione di questi inquinanti può determinare aumento del rischio di contrarre malattie respiratorie o malattie tumorali. Quindi tutte le volte che l’ARPA Puglia segnalerà, a causa delle condizioni metereologiche,  un possibile aumento del PM10 oltre la soglia dei 50ug/m3 saremo nella condizione di «WIND DAY».

Le raccomandazioni dell’ARPA sono: “Si consiglia a tutta la popolazione di programmare eventuali attività sportive all´aperto nelle ore in cui i livelli di inquinamento sono inferiori, ovvero fra le ore 12 e le 18 (ma questa raccomandazione non vale in questo periodo in cui l’ozono raggiunge i livelli più elevati nel pomeriggio, per cui sarebbe meglio evitare del tutto le attività sportive all’aperto). Arieggiare gli ambienti chiusi negli stessi orari. Si invita la popolazione a collaborare per ridurre i livelli di inquinamento cercando di ridurre il più possibile l´uso dell’auto”. 

Cosa è l’ilva 

Come accennato le polveri inquinanti provengono dalla zona industriale, in particolare  dall’ILVA. L’Ilva/Italsider è stata una delle maggiori aziende siderurgiche italiane del XX secolo. La sua storia è centenaria e ha avuto inizio ai primi del Novecento, quando è nata per iniziativa di industriali del settentrione d’Italia come ILVA (nome che ha poi riacquistato dagli anni novanta). L’atto di costituzione dell’ILVA, avvenuto nel capoluogo ligure, risale al 1º febbraio 1905 dalla fusione delle attività siderurgiche dei gruppi Elba (che operava a Portoferraio), Terni e della famiglia romana Bondi, che aveva realizzato un altoforno a Piombino. Nel 1961 con la costruzione del nuovo polo siderurgico di Taranto l’Ilva prese il nome di Italsider.

La denominazione Ilva fu ripresa nel 1988 quando Italsider fu messa in liquidazione e scomparve. La “nuova” Ilva fu smembrata alla vigilia del processo di privatizzazione; già ceduto l’impianto di Cornigliano e chiuso quello di Bagnoli, l’acciaieria di Piombino fu venduta al gruppo bresciano Lucchini, mentre l’attività più significativa, il grande polo siderurgico di Taranto, passò nel 1995 al Gruppo Riva.

Lo stabilimento Ilva di Taranto è localizzato adiacente al quartiere Tamburi e copre  una superficie complessiva di circa 15.450.000 metri quadrati.

cosa rischia chi abita vicino l’ilva

Nella città di Taranto i principali problemi di salute connessi all’inquinamento atmosferico sono legati soprattutto ai livelli di PM10 e ai relativi inquinanti cancerogeni adsorbiti, come il benzapirene, che sono strettamente correlati alle attività produttive dello stabilimento ILVA. Per decenni i cittadini di Taranto, e in particolar modo quelli residenti nelle zone limitrofe all’area industriale, sono stati esposti a elevate concentrazioni di inquinanti ambientali, che non possono non aver avuto un ruolo in termini di salute pubblica, e i cui effetti potrebbero manifestarsi anche negli anni a venire. A supporto di questa considerazione la Regione Puglia, con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1944 del 2 ottobre 2012, ha approvato il “Piano contenete le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi (TA) per gli inquinanti PM10 e Benzapirene”.

perchè Taranto?

Si scelse Taranto grazie alle sue aree pianeggianti e vicine al mare, la disponibilità di calcare, di manodopera qualificata nonché alla sua ubicazione nel Mezzogiorno d’Italia, con annessa possibilità di creare posti di lavoro (43.000 tra diretti e indotto nel 1981) e di usufruire di contributi statali per tale obiettivo. Al 2005 sono 188 le imprese pugliesi dell’indotto ILVA, che fatturano in totale 310 milioni di euro.

Piazza Fontana – Taranto

Addobbi natalizi sulle case del quartiere Tamburi – Taranto

Addobbi natalizi nel quartiere Tamburi – Taranto

Per ora ho  solo elencato alcuni dati che possono servire a dare un’idea di  cosa è l’ILVA , la sua grandezza e le possibilità di fornire posti di lavoro ai Tarantini. Dall’altro lato vediamo i danni che provoca alla salute di chi lavora e di chi vive vicino. Durante il giorno si possono notare le particelle inquinanti depositate ai lati delle strade, sulle pareti degli edifici tanto che oramai vengono dipinti di rosso per nascondere le tracce della polvere. La notte nasconde le tracce dell’inquinamento ma i Tarantini vogliono ricordare cosa subiscono ogni giorno anche durante il Natale.

Targa di alcuni cittadini del quartiere Tamburi – Taranto

E’ giusto pensare che quaranta o cinquanta anni di lavoro nell’ILVA per mantenere la propria  famiglia  cercando di dare un futuro dignitoso ai propri  figli,vengano premiati con malattie, tumori e morte?

Sarà il giusto compromesso per aver accettato l’Ilva a Taranto? Quali sarebbero state le alternative di sviluppo? 

Certamente oggi non è semplice tornare indietro e pensare di chiudere il centro Siderurgico cercando di bonificare le aree. E’ il caso di reagire e rimboccarsi le maniche pensando di investire in risorse che Taranto già possiede. E’ una città ricca di storia, monumenti, basti pensare che la data storica della fondazione  risulta essere 50 anni dopo la nascita di Roma. Per non parlare della costa Ionica Tarantina che copre circa 40 km di costa incontaminata dall’inquinamento del Siderurgico.

Il dizionario della lingua italiana definisce “Dignità” la considerazione in cui l’uomo tiene se stesso e che si traduce in un comportamento responsabile, misurato, equilibrato, decoro che denota rispetto per sé e per gli altri. Ma il rispetto per i Tarantini quando verrà riconosciuto?


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